martedì 25 settembre 2007

La festa è finita....


Lettera a "Liberta'"

Egregio Direttore,

dalle colonne del Suo Giornale vorrei ringraziare, sia a titolo personale che a nome del Circolo ANSPI San Lorenzo di Roncarolo, le centinaia di persone che sabato e domenica hanno partecipato alla 1^ Festa Provinciale della Cipolla.

Come organizzatori, essendo questa una festa con un soggetto un po' particolare quale la cipolla, non ci attendevamo così tanti "buongustai" che hanno apprezzato i piatti da noi preparati, e questo ha causato qualche problema: attese forse eccessive ed esaurimento delle scorte; per questo ringraziamo tutti per la pazienza dimostrata.

D'altra parte, forse sarebbe bastato pensare che ormai in casa quasi nessuno può o vuole cucinare cibi che lasciano profumi indesiderati; quindi, quale migliore occasione per rifarsi la bocca?

Chiedo invece scusa a chi, (pochi casi isolati, per la verità) esasperato per la fila, ha tenuto piccoli comizi alle persone in paziente attesa, dando suggerimenti su come deve essere organizzata una Festa (ero io l'omone con la scritta "Salumificio Val d'Ongina" sul grembiule, seminascosto nell'angolo alle prese con affettatrice e coltelli, e ne ho sentite di ogni): a chi suggeriva di preparare in anticipo una scorta di salume tagliato, patatine pre-fritte ed altro, rispondo che, se si vuole apprezzare il buon salume, deve essere tagliato al momento, per non trovarsi con una fetta di coppa che sembra plastica lucida e scura; il salame cotto deve essere caldo "di pentola", non riscaldato al microonde; le patatine fritte devono essere fritte, asciugate, salate e servite; quelle precotte, riscaldate al momento si trovano nei fast-food, e noi seguiamo invece la filosofia dello slow-food, che prevede ottimo cibo preparato nei modi e nei tempi necessari.

L'unica strada da seguire per diminuire i tempi di attesa è quella di ampliare le cucine: ogni anno, se le Feste vanno per il verso giusto, tolto tutto quello che va a chi di competenza (spese, tasse, diritti d'autore, utenze, contributi alla parrocchia, beneficenze varie), quello che rimane, e che rappresenta le centinaia di ore di manodopera gratuita da parte dei Soci del Circolo ANSPI e dei collaboratori, viene investito nell'aggiornamento delle attrezzature.

Chiedo scusa anche a chi è venuto a Roncarolo apposta per i piatti "particolari" previsti e pubblicizzati (pasta, merluzzo, fegato, costine, torte salate, frittata, focaccia ecc, tutto con cipolla) ed ha dovuto ripiegare magari sul salume, la cui scorta ha retto fino all'ultimo, a differenza del resto: col senno di poi tutti sanno che "bisognava prepararne di più", e questo sarà fatto per le Feste future, ma, ripeto, questa era la prima edizione della Festa, e ci siamo fatti prendere in contropiede! Del resto, essendo la nostra una Associazione senza scopo di lucro, non potremmo mettere nelle Passività del bilancio tutto l'invenduto: in caso di "fiasco", tutti i Consiglieri del Circolo avrebbero dovuto ritirare una parte delle scorte, e mangiare il tutto in famiglia, fino alla noia...

A nome degli agricoltori ed operatori del settore che hanno avuto l'idea della Festa e che hanno organizzato la parte espositiva , chiedo scusa a chi era arrivato con l'intenzione di fare scorta di cipolle per l'inverno e non ne ha trovate in vendita: per la prossima edizione anche questo problema sarà risolto.

Per finire, ci auguriamo che ora piova al più presto, per almeno due motivi:

1°) - gli agricoltori hanno appena seminato le nuove cipolle e serve che siano irrigati i campi.

2°) - Da sabato sulla Bassa Piacentina incombe una nube dal profumo non certo piacevole, causata dagli "effetti secondari" dell'alimentazione a base di cipolla, e solo una buona pioggia la può eliminare, prima che causi qualche danno all'atmosfera, tipo "buco dell'ozono"!.

Claudio Consolini

Roncarolo

venerdì 14 settembre 2007

Festa Provinciale della Cipolla a Roncarolo

Festa Provinciale della Cipolla a Roncarolo


A Roncarolo di Caorso, sabato 22 e domenica 23 settembre si svolgerà la 1^ edizione della "Festa Provinciale della Cipolla", ideata da agricoltori locali e operatori del settore, con l´organizzazione del Circolo ANSPI San Lorenzo ed il patrocinio dell´Amministrazione Provinciale di Piacenza e del Comune di Caorso.
Oltre all´esposizione di macchinari per la coltivazione della cipolla, è prevista la presenza di bancarelle di prodotti tipici locali, cipolle e derivati.
Sabato 22, dopo l´apertura degli Stand Gastronomici (ore 18,30), con piatti tipici (pisarei e faso, pasta alla Roncarolese, salame cotto, patatine fritte, polenta, salumi locali, crostate) ed a base di cipolla (pasta con crema di cipolla, merluzzo e cipolla, fegato e cipolla, polenta "cipolla & ciccioli", torte salate con cipolla, ecc...)
la serata sarà aperta dalla presentazione ufficiale della Festa, con la partecipazione del Vicepresidente Provinciale ed Assessore all´Agricoltura, Mario Spezia, dell´Assessore Provinciale al Turismo e Marketing Territoriale, Mario Magnelli e del Sindaco di Caorso, Fabio Callori.
Allieterà la serata l´orchestra "Roberto Perazzoli".
Domenica 23 la giornata inizia alle ore 10 con la S. Messa.
Per tutta la giornata sarà possibile acquistare torte (fatte in casa), il cui ricavato sarà destinato ad iniziative PUER a favore dei bambini Bielorussi.
Alle ore 12,30 apertura degli Stand Gastronomici, il cui menu sarà arricchito dalla ormai tradizionale PORCHETTA ARROSTO con patate, la cui festa è stata, per l´occasione, inglobata in questa nuova manifestazione.
Nel pomeriggio si svolgeranno giochi popolari (tiro alla fune, corse nei sacchi, ecc.) per cui è prevista una sfida tra "agricoltori" e "contoterzisti".
La serata sarà allietata dall´orchestra "Renzo e i Menestrelli". Al termine della serata verrà premiata la miglior bancarella.

giovedì 13 settembre 2007

Le anatre ringraziano

Leggendo “Libertà” ho appreso con soddisfazione che la “Fiera dell’Anatra” di Caorso ha avuto successo oltre ogni previsione: tanta gente ha invaso le vie del paese ed ha affollato lo Stand gastronomico: pare che siano state cucinate ben 500 anatre, quasi il doppio del previsto!
E il Palio dell’Anatra? Dopo almeno tre settimane di discussioni, articoli sui giornali, servizi televisivi, diffide e quant’altro, la prevista corsa dei palmipedi è stata sospesa, ma solo per motivi di ordine sanitario.
Risultato: la strenua difesa da parte dei difensori dei diritti animali ha salvato dallo stress e dall’usura delle zampe palmate ben 8 (otto) anatre, ma, con il clamore sollevato intorno alla vicenda, ha portato tanta pubblicità gratuita alla Fiera in programma, condannando allo spiedo almeno 200 anatre più del previsto!
Meditiamo su questa ennesima “vittoria di Pirro”: atteggiamenti troppo radicali portano spesso a risultati imprevisti e controproducenti. Questo accade purtroppo in tanti campi della vita quotidiana, sia in campo politico, quando per difendere i diritti delle minoranze si perde di vista l’interesse della maggioranza dei cittadini, che in campo sindacale, dove si difendono i diritti acquisiti delle lobby di chi un buon lavoro ce l’ha già, a discapito di tutti gli altri.

Claudio Consolini
clacons@gmail.com

lunedì 10 settembre 2007

Addio vecchia Barriera......

Anche per questa volta potrò dire ai miei figli (e, spero, anche ai miei nipoti) “io c’ero”.

C’ero la sera di martedì 7 agosto, quando la Barriera autostradale di Piacenza ovest è stata chiusa in una morsa di muri di cemento tipo “New Jersey” per permettere ai veicoli di passare senza più fermarsi per il pedaggio, nell’attesa che i macchinari comincino a tagliarne e strapparne le lamiere e a sbriciolare il cemento, per fare spazio a due aree di servizio, c’ero quando con i colleghi abbiamo fatto la spola in auto per portare tutto il materiale al nuovo casello di Piacenza ovest, tanti viaggi per portare cose utili per il lavoro, ma anche semplici ricordi.

Perché “io c’ero” anche quando, in maniera anacronistica, il pedaggio vi si pagava all’ingresso in autostrada, per cui dovevamo chiedere a tutti , spesso con risposte esilaranti del tipo: ; c’ero quando arrivò la prima automazione, e ci sono ancora ora che ormai tutto è “self service” o Telepass.

Ho condiviso ventotto dei 32 anni di vita della Barriera; tanti ricordi belli (là ho conosciuto mia moglie, la seconda ragazza arrivata a fare la “stagionale” nell’87), tante pastasciutte notturne in compagnia, ma anche ricordi tristi, legati ai colleghi di tanti anni di lavoro che non ci sono più, e che non potranno dire a nessuno .

C’era “Penna Bianca”, che quando arrivava vicino al distributore di caffè immancabilmente ti diceva: : il giorno di Capodanno di quindici anni fa appoggiava il capo al finestrino della cabina e lì rimaneva, in attesa del Medico Legale.

C’era “il Cicetto”, che cenava sempre, cascasse il mondo, alle ore 17.00; accanito fumatore, fino alla fine ha continuato a ripetere “era meglio quando c’erano i bigliettini”, nostalgico del vecchio sistema di esazione dei pedaggi.

C’era il “Maniglia”, che se aveva un problema ci beveva su e se gli arrivava una buona notizia beveva per festeggiare.

C’era “l’Orlando”, capo dai modi burberi ma che si faceva in quattro se avevi bisogno.

Tanti altri colleghi invece hanno lasciato il lavoro, chi per trovarne uno più adatto alle loro capacità, chi, la maggioranza, per godersi la pensione.

Non posso dimenticare “Razzescu”, detto così per avere iniziato un’avventura di lavoro in Romania, di cui ho condiviso le fatiche iniziali, che lo ha portato ad essere uno stimato produttore di farina presso Oradea.

Prima del computer, era “Ughetto” a sviluppare a matita i turni per più di 40 persone, e ti sapeva dire a memoria i codici di tutti, ed i rispettivi turni. Il “Bilon” era capace di fare tempi da record con l’auto di servizio, per recuperare i ritardi ormai cronici. Il mio primo giorno di lavoro, timido diciottenne, ero incappato nel “Ricu”, che mi aveva accolto con un lapidario: . “Carlino” sfidava ogni giorno la pattuglia, arrivando al lavoro con il ciclomotore. Record da Guinness per il “Boz”, capace di aspirare uno scodellino di gelato in 22 secondi netti. Campione di pipa il “Pino”, magari con un pezzo di zampirone nel tabacco….. La “Lella”, per il merito di essere l’unica esattrice della Torino-Piacenza aveva conquistato il diritto di andare in pausa per prima, quando il “Nonnone” arrivava con i panini, di cui verificava il contenuto con un veloce colpo d’unghia. Niente zanzare quando in turno c’era il “Milione”, con le sue diete salutiste a base d’aglio. “Gigione”, ex camionista della vecchia guardia, non sopportava i nuovi autisti, incapaci di fare una semplice retromarcia con l’autotreno: a volte li sostituiva alla guida per cavarli dai guai. Anche Diego ormai si dedica ai nipotini, mentre il Marione dedica il suo tempo libero al volontariato, sulle ambulanze. E l’Alfredino? Sempre un rubacuori…Il Gianni, perché non ci si dimentichi di lui, ci ha mandato per qualche mese la figlia a lavorare; giudizio unanime: . Non dimentichiamoci della “Cenza”, che ai suoi tempi riusciva da sola a tenere puliti uffici e cabine, dedicando comunque a tutti alcuni minuti di chiacchiere.

Dall’ufficio in cui lavorerò d’ora in poi, con ampie vetrate aperte sul nuovo casello ipertecnologico, vedrò e sentirò demolire pezzo a pezzo la vecchia struttura, che, se da un lato ha provocato le ire e gli insulti di chi vi è rimasto a lungo in coda negli esodi (ormai un ricordo dei tempi in cui la FIAT ti buttava in ferie 45000 dipendenti tutti insieme), ha dato anche la possibilità a decine e decine di giovani alle prime esperienze di guadagnarsi qualche soldo per mantenersi agli studi e permettersi qualche extra, lavorando almeno nei mesi estivi. Tutto questo se ne va: nei prossimi anni, solo un quarto degli attuali “stagionali” troverà posto: le piste automatiche non vanno sostituite per ferie, i futuri “esodi” non toccheranno il nuovo casello di Piacenza ovest. Noi “nonni”, ultimi esemplari di una razza in via d’estinzione, non godremo più la ventata d’allegria portata da ragazzi e ragazze che hanno ancora tutta una vita davanti. Addio, vecchia Barriera: già mi manchi.